Il nome di Cechov non è legato a nessuna scuola o movimento. Scrittore ferocemente introverso, visse in un periodo in cui in Russia imperversava la reazione, e la vita intellettuale e letteraria attraversava una fase di ristagno. La sua narrativa e il suo teatro sono anche un accorato atto di accusa contro la società del suo tempo.
Lo stile di Cechov, semplice e sobrio, è modellato sul tragico quotidiano, cioè sulle minute pene dell’esistenza umana. Tolstoj lo paragonò a un tipo di pittura in cui le pennellate sembrano messe a caso: «come se non avessero alcun rapporto tra di loro», mentre guardando da lontano si coglie «un quadro chiaro, indiscutibile».
Uno spettacolo interamente dedicato a Cechov, un Cechov del primo periodo, di tendenza prevalentemente comica. La trasfigurazione comica o caricaturale delle figure di Cechov si compie per lo più senza sfoggio di situazioni straordinarie, senza un inutile sciupio di frizzi o motti arguti e senza che la finale esplosione svuoti, nell’imprevisto tutto esteriore della trovata, l’atmosfera comica creata nel corso della narrazione. E ciò perché la comicità matura con delicatezza, mediante una lenta opera di escavazione che libera infine, formate nel tono, piuttosto che nella loro sostanza plastica, situazioni e figure: e senza eccessivi abbandoni di riso. Sembra anzi che l’artista abbia pudore del suo riso e lo trattenga a fior di labbra, come per un improvviso pentimento.
In scena al Teatro Petrolini dal 24 al 26 Febbraio 2023
Venerdì e Sabato ore 21 – Domenica ore 17