Il farsesco tema trattato dall’apologo, come lo definì lo stesso autore, è ben rappresentato dal titolo: l’uomo è la prima maschera, quella del professor Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù: quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina, che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia, il quale convive con una donna in un’altra città e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei. La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l’ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste. Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero campo per il capitano, rimanendo d’accordo con la signora Perella che, appena si fosse concretizzato il rapporto con il marito, glielo avrebbe manifestato mettendo un vaso di fiori alla finestra della veranda. Ma la mattina successiva nessun vaso di fiori appare alla finestra. Il professore, infuriato per il fallimento dei suoi progetti si sfogherà in un grottesco battibecco col capitano, allorquando sopraggiungerà la signora Perella che a mano a mano metterà sul davanzale della finestra non uno ma ben cinque vasi di fiori. In questa situazione, dove l’uomo e la virtù sembrano uscirne alquanto malconci , è legittimo domandarsi dove si annida veramente, “la Bestia“!
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